Coronavirus Cosenza: esplode la rabbia dei medici

L’“Annunziata” si muove con passo incerto verso quell’ambizioso quanto faticoso ritorno alla normalità. I riflettori, però, restano sempre accesi sul Pronto soccorso, modello esemplare di una sanità malata che non è più in grado di fornire risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Un assedio ininterrotto (di giorno e di notte) che finisce per pesare poi sul lavoro di appena 7 medici. La disperazione ha spinto i sette eroi a mettere nero su bianco una trama che rivela lo scenario controverso che costringe, inevitabilmente, a vigilare sulla capacità di risposta della prima linea dell’ospedale cittadino. I medici confessano disagio e amarezza per non essere più in grado di garantire i livelli essenziali minimi di assistenza e chiedono aiuto al nuovo commissario dell’Azienda ospedaliera Isabella Mastrobuono con una denuncia inviata anche al prefetto Cinzia Guercio, al procuratore Mario Spagnuolo e al sindaco Mario Occhiuto. Lacrime silenziose e lente affiorano da ognuna di quelle righe scritte con l’inchiostro della rabbia. La rabbia di chi non intende arrendersi alla rassegnazione. Sono in 7 ma dovrebbero essere 24 secondo le indicazioni del Commissario ad acta. Lo stesso primario ha più volte segnalato le difficoltà dell’organizzazione dei turni ma tutte le richieste si sono fermate sui tavoli del management. Per questo, adesso, i “camici bianchi”, sfiancati da turni massacranti, chiedono interventi urgenti per rendere il Pronto soccorso in grado di rispondere all’assedio quotidiano di pazienti Covid e non Covid.

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