Cosenza, Cup dell’“Annunziata” a rischio: nessuna misura anti-Covid

In oltre tre mesi di confinamento in casa, abbiamo seguito con apprensione lo scontro feroce tra la vita e la morte dentro corsie piene di sofferenza, con gli occhi sempre appiccicati alle tabelle dei contagi. Numeri che tracciavano dentro città fantasma le scie malefiche del virus, che avanzava nutrendosi dei corpi smarriti e rarefatti dei malati più gravi. Scenari drammatici che, evidentemente, non ci hanno cambiati, non ci hanno resi più guardinghi, più prudenti, più attenti. Il coronavirus è uscito improvvisamente dalle nostre vite così come c’era entrato. Esorcizzato dal desiderio di ripartire, cancellato dalla voglia di ricominciare che ci ha fatto dimenticare le regole essenziali per contrastare la ripresa. Persino in quei luoghi aperti al pubblico dove le misure anti-contagio dovrebbero rappresentare la bussola. E così non c’è da meravigliarsi se al Cup dell’“Annunziata” non esistono misure anti-Covid. Scene di folle ammassate davanti alla porta, aspettando il proprio turno in uno spaventoso baccano formato da rumori diversi, con la guardia che si sgola per comunicare i numeri progressivi dei ticket. Naturalmente, non tutti si adeguano alle “regole del caos”. C’è chi prova a denunciare la violazione delle misure di contenimento. Un percorso di legalità lastricato da enormi difficoltà.

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