Cosenza: prende armi in strada credendo fossero dei giocattoli

Prende i fucili per strada e a distanza di ore li riconsegna ai carabinieri. Le armi stavano lì, sparse sull’asfalto, e in giro non c’era nessuno. Erano circa le sei quando, nella bretella che unisce via Misasi e via Caloprese, nei pressi della sede Inps di piazza Loreto, un automobilista si ferma davanti a quegli strani oggetti buttati in strada. Si china, li osserva senza toccare, poi si alza e guarda intorno. Non si capisce se quell’uomo avverta, dato l’orario, il caos, il marasma, provocato dal furto con spaccata all’armeria a pochi passi, su quel marciapiede, alla sua destra. Guarda ma non realizza, evidentemente. Poco prima lì, in quel punto, una Fiat Tipo, di colore grigio, ha sfondato la vetrina dell’armeria Diana per poi ripartire col bagagliaio pieno di pistole e fucili. Quell’uomo passato di lì, per caso, di sabato e per giunta di buon mattino, vede quelle armi buttate lì e, si presume, non riesca a rendersi conto di quel ch’è accaduto. Prende tre fucili, li sistema sul sedile posteriore dell’auto e riparte. Dopo un po’ in quel posto sarà un viavai di carabinieri e polizia. A terra spunteranno cartellini gialli numerati idealmente incorniciati da fettucce biancorosse a delimitare l’area di lavoro in cui recuperare indizi per ricostruire quell’inedito furto realizzato dalla cosiddetta banda della spaccata. Passeranno poco più di cinque ore prima che l’automobilista, immortalato dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, si presenti nella stazione principale dell’Arma a consegnare quei tre fucili che, com’egli racconterà, avrebbe raccolto credendo si trattasse di armi giocattolo.

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