Curinga: fine anno scolastico per gli alunni della scuola primaria

Curinga – I ragazzi della scuola primaria di Curinga in occasione della fine dell’anno scolastico cantano e dedicano frasi ai loro maestri, che pieni di emozione li ringraziano. Tutti gli eventi importanti che accadano in questo periodo, denominato COVID -19, hanno un sapore diverso, che nessuno avrebbe mai immaginato di provare. Anche i saluti di 21 bambini ai loro insegnanti, della 5° classe elementare dell’istituto comprensivo di Curinga (Cz), hanno lasciato un retrogusto al quanto amaro. Tutti i bambini hanno fortemente richiesto il bisogno di salutare i loro maestri, quei maestri che li hanno tenuti per mano per ben cinque anni, che li hanno sostenuti e anche “bacchettati” ma che rimanevano sempre il loro punto di riferimento principale dopo la loro famiglia: le maestre Maria Sorrenti, Angela Frijia, Eleonora La Rizza insieme ai maestri Pino Furciniti e Donato Anania. “Maestri – spiegano i genitori – che sono stati guide anche per noi genitori e che hanno collaborato insieme a noi per rinforzare l’educazione impartita. In una cornice in quanto insolita, lontana da quelle mura che li hanno ospitati per tutti questi anni, per evitare assembramenti, in un campo gioco tra le colline Curinghesi, tutti i 21 ragazzi hanno esaudito i loro desiderio: dire ciao ai loro Maestri. Hanno voluto cantare per loro e dedicare delle frasi. I maestri, pieni di emozione, li hanno ringraziati e dati loro gli ultimi consigli e incoraggiamenti rammentando che loro saranno sempre dietro di essi e ci saranno sempre se ne avranno bisogno. Ho detto che questi saluti hanno lasciato comunque quel retrogusto amaro dovuto al non poter dare un abbraccio come era giusto che fosse. Non si è potuta fare una foto con i loro sorrisi perché coperti dalle mascherine. Non si è potuti essere spontanei. Ma se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, e allora tutti gli occhi di tutti i presenti, compresi quelli di noi genitori, erano l’espressione pura dell’emozione. Gli occhi degli insegnanti trasudavano di commozione, amore e nostalgia”.