Firmato Dpcm: ecco tutte le misure

Roma – Il decreto verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale stamani. Una delle poche modifiche apportate al Dpcm tra la bozza circolata nella serata di martedì e la versione definitiva firmata nella notte riguarda i parrucchieri. Questi ultimi, infatti, resteranno aperti anche nelle “aree rosse”, ovvero nelle Regioni che andranno in lockdown a causa della situazione epidemiologica della pandemia da Covid. È questa una delle poche modifiche apportate nella versione definitiva del Dpcm firmata in serata dal premier Giuseppe Conte rispetto alla bozza circolata nella serata di ieri, martedì 3 novembre. Il nuovo Dpcm introduce due ordini di nuove norme e avrà validità fino al 3 dicembre. “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020“. Da un lato le norme nazionali (“coprifuoco” alle 22; didattica a distanza al 100% per le scuole superiori; chiusura nei festivi e prefestivi delle medie e grandi strutture di vendita; riduzione al 50% della capienza massima dei mezzi pubblici; chiusura di bar e ristoranti alle 18; chiusura dei musei). Dall’altro un sistema dividerà le Regioni in tre fasce in base ad alcuni criteri relativi all’andamento della curva epidemiologica a livello locale. Zone verdi: È la zona con regole meno rigide ma comunque più restrittive rispetto al decreto del 24 ottobre. Il “coprifuoco” scatta alle 22: fino alle 5 del mattino seguente è vietato uscire di casa, salvo motivi di salute o lavoro. Didattica a distanza al 100% alle scuole superiori. Nel trasporto pubblico, è prevista una capienza dimezzata: 50% su bus, metro e treni regionali. Centri commerciali chiusi nel weekend e nei festivi. Si fermano anche i musei, le mostre, le sale bingo. Vengono sospesi i concorsi pubblici, anche quello della scuola, ad eccezione di quelli riguardanti la sanità. Sarà consentito l’accesso ai parchi, rispettando la regola del distanziamento. Bloccate le crociere. Zone arancioni: Nella seconda area, quella arancione, ci sarà un inasprimento delle regole rispetto alle zone verdi. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie qui resteranno chiusi sempre, non più solo dopo le 18. Sono salvi però parrucchieri e centri estetici. Dovrebbe essere vietato ogni spostamento in un Comune diverso da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni di lavoro, studio, salute. Per il resto valgono tutte le regole delle zone verdi: 50% di capienza sui mezzi pubblici, didattica a distanza integrale alle superiori, stop ai musei e coprifuoco dalle 22. Zone rosse: Nelle regioni individuate ad alto rischio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, anche gli spostamenti all’interno del territorio, salvo che per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. La didattica a distanza scatterà già dalla seconda media (salvo le attività con minori disabili). Resteranno chiusi bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, fino alle 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. E le industrie. Nessuna serrata per i servizi essenziali, farmacie e supermercati resteranno aperti. L’autocertificazione: Solo le Regioni rosse entreranno, quindi, in una sorta di lockdown che per molti aspetti ricorda quello di marzo e aprile. Su questi territori, secondo quanto riportato da La Repubblica, si discute sull’utilizzo dell’autocertificazione, in versione modificata, fortemente voluta dal ministro Speranza. Di certo, andrà compilata ed esibita quando si dovrà uscire dopo le 22, quando scatterà il coprifuoco nazionale. I provvedimenti saranno presi dal ministero della Salute, che si confronterà con le Regioni; saranno valutati su base settimanale, e avranno la durata minima di 15 giorni. Se una Regione entra in zona “rossa”, vi rimarrà per due settimane almeno.

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