Il calabrese Brunori Sas si aggiudica il premio Tenco: miglior album dell’anno

Va a Brunori Sas, per l’album Cip!, il Premio Tenco 2020 per il miglior album in assoluto. Tosca porta a casa due premi: quello per la Miglior canzone con Ho amato tutto (scritta da Pietro Cantarelli e portata in gara all’ultimo Festival di Sanremo) e quello per Miglior Album di interprete con Morabeza. Miglior Opera Prima è l’album Canterò di Paolo Jannacci, figlio del mai dimenticato Enzo. Il Premio per il Miglior album in dialetto va a Napoli 1534. Tra moresche e villanelle della Nuova Compagnia di Canto Popolare, mentre il Miglior album collettivo a progetto segna un ex aequo: Note di viaggio – Capitolo 1: venite avanti… (raccolta di canzoni di Francesco Guccini) e Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero. Il premio è assegnato da una giuria di giornalisti ed esperti di musica ai maggiori esponenti del cantautorato italiano. Un premio che si può definire «tecnico» ma che in realtà negli anni, dal 1984, quando è stato istituito, è stato assegnato a De Andrè, Conte, De Gregori, Fossati, Guccini, Daniele, Mina, insomma a tutti i maggiori esponenti di quel cantautorato che ha messo creato la nuova cultura popolare musicale italiana; quella cultura che in tanti oggi rimpiangono. Gli altri artisti della cinquina finale erano Beppe Gambetta, Giacomo Lariccia e il rapper Rancore. Ma la partita di Tosca non si chiude qui, mette a segno una doppietta storica portandosi a casa la targa come Miglior interprete di Canzoni grazie al progetto «Morabeza», il disco inciso quest’anno alla fine di una ricerca musicale fatta a livello mondiale e che è diventato anche un documentario dal titolo «Il suono della voce», candidato ai Nastri D’Argento nella categoria Doc. Con lei nella stessa categoria del Premio Tenco anche Beppe Dottori, Peppe Fonte, Maria Mazzotta e, soprattutto, altro favorito, The Niro con «The Complete Jeff Buckley & Gary Lucas Songbook».
La carrellata di vittorie prosegue con il Miglior Album in Dialetto portato a casa, anche in questo caso senza troppe sorprese, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare, storica formazione partenopea che ha inciso il suggestivo «Napoli 1534. Tra moresche e villanelle”; loro competitor Alfio Antico, Eleonora Bordonaro, Sara Marini e Daniele Sepe. Si chiude invece con un ex aequo la gara per il Miglior Album Collettivo a Progetto con la vittoria dei dischi «Note di viaggio – Capitolo 1: Venite avanti», in cui tanti artisti del panorama italiano rendono merito a Francesco Guccini; e di «Io credevo. Le canzoni di Gianni Siviero», omaggio a uno dei più originali cantautori italiani che in soli tre album, dal 1972 al 1976, ha dato vita a un’inconfondibile produzione poetica e musicale.