Il corto di Muccino non convince, critiche sui social

Catanzaro – Circa otto minuti per far crollare tutte le aspettative dei calabresi sul corto “Calabria, terra mia” diretto dal “regista dell’amore” Gabriele Muccino. L’obiettivo della governatrice Santelli (che ha fortemente voluto la realizzazione del video per promuovere la regione nel mondo) era, infatti, quello di far innamorare potenziali turisti della Calabria. Di sicuro, dai commenti che impazzano sui social, appena guardato il video integrale postato ieri sera dall’assessore Gallo e presentato alla Festa del cinema di Roma qualche giorno fa, si evince l’amore dei calabresi per la loro terra che, a loro dire, Muccino non ha ben raccontato. La maggior parte dei cybernauti sta criticando il corto definendolo pieno di cliché su una Calabria lontana da quella descritta da Muccino ambientata in un tempo indefinito tra asini, coppole e bretelle. “Se volevano ricreare una Calabria di almeno 30 anni fa va bene, altrimenti asini, coppole (tipico siciliano) e lambretta parcheggiata non ci siamo proprio” commenta un lettore. E, ancora: “Di base l’idea non è neanche così malvagia, il pensiero della compianta presidente Santelli non è secondo me appieno stato messo in atto, in quanto la Calabria tolti i frutti che sono il fulcro del corto, viene un tantino eccessivamente stereotipata”. “Riduttivo e inappropriato… ci siamo evoluti non siamo coppole e asinelli”, scrive un altro sui social. “È un messaggio emozionale… la Calabria una terra ricca di bellezza, storia e tradizioni, un viaggio avventuroso in una natura incontaminata, colori, luoghi e profumi, che regalano emozioni! come una storia d’amore!” scrive una ragazza guardando il corto da un altro punto di vista. Per un’altra calabrese: “La Calabria è molto più che agrumi e mare… Montagna, arte, musica non li ho visti nel video. Da rifare!!!”. “Calabria terra mia, scrive un altro lettore, non hai bisogno di essere guardata dagli occhi di Raoul Bova chi ti vede ti ama chi ti odia è invidioso della tua ineguagliabile bellezza sei baciata dal sole illuminata dalla luna cullata dal vento innaffiata dalle lacrime di chi ha dovuto lasciarti ma un giorno sarai il giardino più bello dell’universo”. C’è anche chi trova molto finta la storia della coppia di innamorata protagonisti del corto Raul Bova e Rocío Muñoz Morales, negli atteggiamenti e nelle frasi. I più attenti non si sono lasciti scappare i mancati congiuntivi e gli agrumi già maturi in estate così come il finocchietto che non va nella soppressata. Insomma, una pioggia di critiche per un corto costato 1,7 milioni di euro a cui si aggiungeranno le spese per la distribuzione. Video che aveva già suscitato le polemiche del mondo politico ancor prima della presentazione e che in queste ore stanno arrivando da più parti.