“Il popolo di mezzo”: nuovo libro dell’autore calabrese Gangemi

Reggio Calabria – È uscito il 9 febbraio da edizioni Piemme il nuovo romanzo di Mimmo Gangemi. Si intitola “Il popolo di mezzo” e l’autore di Santa Cristina d’Aspromonte lo considera il suo capolavoro, più di quell’ Ellis Island che a suo tempo lo lanciò nell’empireo dei grandi narratori italiani. La trama: “Un padre giunto in America con il sogno di una vita migliore. Due figli che per realizzarlo sceglieranno vie contrapposte, tra la ribellione del jazz e le spinte anarchiche. Quanto lontano si deve spingere un padre per regalare un futuro ai propri figli? «Negri», così sprezzavano quanti agli inizi del novecento giungevano in America dall’Italia. Anche perché «tanto bianchi non apparivano», erano il popolo di mezzo, sradicato dalle origini per cercare lì un futuro migliore. Masi e la sua famiglia, partiti dalla Sicilia, impattano sullo sfruttamento e sull’esclusione, sul pregiudizio e sul razzismo, che culminano in un barbaro linciaggio. Per i figli, Tony e Luigi, con indole e talenti differenti, si aprono strade difficili, tra le ondate della prima emigrazione e le due guerre mondiali. In un’America che cambia, ora sogno solo a osservarla da lontano ora prodiga delle opportunità che sa concedere la terra promessa. Insofferente, il primo tenta di conquistarsi uno spazio, finché arriva a odiare l’inganno del nuovo mondo, e lo scianca con le sue vendette. dotato di talento musicale, il secondo percorre la novità delle orchestrine jazz, imboccando la via per il successo. Dai campi di cotone ai cantieri per le ferrovie, dalla little Palermo di New Orleans alla little italy nella dimensione metropolitana di New York, dalla mano nera agli albori di cosa nostra, dai bordelli di storyville ai grandi ritrovi del jazz, dai diseredati seppelliti ad hart island alla strage di wall street, da un amore travagliato al campo di internamento per italiani resistenti. In questa narrazione epica e struggente, Mimmo Gangemi ci fa rivivere, con il coraggio dei grandi maestri, il senso d’estraneità e una nostalgia divorante, la speranza di piegare il destino e il sogno del ritorno, in una nazione che va rapidamente mutando pelle”.

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