Il Trasporto Locale post Covid-19: un’occasione da non perdere”

Catanzaro – Nell’anno del Covid-19 e della crisi economica innescata per via anche de “crollo dei consumi e della mobilità dei cittadini di tutto il mondo, che rischia di mietere non meno vittime indirette, generare nuovi poveri, mettere in crisi interi Stati: quasi tutti i settori economici sono stati colpiti, e quello dei trasporti pubblici è forse il primo, assieme a quello del turismo”. Sulla questione interviene Roberto Galati dell’associazione Ferrovie in Calabria. “È innegabile: sui mezzi di trasporto pubblici, siano essi treni, autobus o aerei, il rischio contagio è molto alto, specie nel caso dei servizi di Trasporto Pubblico Locale, che atavicamente soffrono di sovraffollamento specie nelle ore di maggiore richiesta di mobilità pendolare. Le imprese di TPL (ma anche di servizi a lunga percorrenza, siano essi su gomma che su ferro), hanno cercato di correre ai ripar, evidenzia Galati, anche su direttiva dei Governi, riducendo la capienza massima dei mezzi, al fine di garantire un certo distanziamento sociale. Allo stesso tempo smart working e didattica a distanza hanno ulteriormente ridotto il carico di utenti a bordo dei servizi di TPL ma anche a lunga percorrenza: ciò ha sicuramente evitato l’esplosione di ulteriori focolai, ma evidentemente ha mandato in crisi l’intero sistema di trasporto pubblico. Specie nel caso della lunga percorrenza e soprattutto dell’Alta Velocità: emblematico il caso di Nuovo Trasporto Viaggiatori, società privata proprietaria dei ben noti treni ad Alta Velocità “Italo”, che dallo scorso mese di giugno collegano anche Reggio Calabria con Roma, Firenze, Bologna, Milano e Torino in concorrenza con le Frecce di Trenitalia. NTV è andata molto vicina al fallimento, a causa dell’obbligo di limitare al 50% la capienza massima dei propri treni AV, che comunque, complice appunto lo smart working ed il crollo della mobilità turistica, avevano subito un notevole calo di utenza. Solo risorse pubbliche, più che giuste e necessarie in un simile momento, eviteranno il tracollo. Nel caso del trasporto pubblico locale, analizzando il sistema Calabria, come avvenuto soprattutto nelle grandi aree urbane italiane, nonostante tutti i provvedimenti del caso, alla riapertura delle scuole ed in occasione del ritorno in ufficio di molti lavoratori, si sono ovviamente verificati casi di sovraffollamento, specie nel trasporto su gomma, che hanno seminato a dir poco il panico. In tempi pre-pandemia, tutto ciò si sarebbe concluso, al massimo, con qualche articolo di (giusta) protesta sulla stampa o sui social, da parte dell’associazione di pendolari di turno, non riuscendo comunque, nel 90% dei casi, a risolvere il problema”.

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