Infermiere carbonizzato trovato a Pizzo nel 2010: per perito è stato suicidio

Vibo Valentia – Il cui corpo carbonizzato fu ritrovato il 25 settembre 2010 all’interno della sua auto in una pineta a cavallo tra i comuni di Maierato e Pizzo, si sarebbe suicidato. A sostenerlo è il perito medico-legale incaricato dal gup Marina Russo davanti alla quale si sta celebrando il processo in abbreviato nei confronti della vedova, del figlio e di altre persone. Imputati nel processo sono 51 anni, moglie, e 29 anni, figlio dell’infermiere e a un 65enne di Vibo. Alla moglie, al figlio e al 65enne, viene inoltre contestata la premeditazione e a moglie e figlio anche l’aggravante di aver agito contro un familiare nei primi due reati. Per la Procura il movente del delitto sarebbe da ricercare nell’acquisizione dell’eredità della vittima: circa 200mila euro accumulati dall’infermiere. Nella sua perizia, invece, il professore Pietro Tarsitano, già direttore del reparto di Medicina legale dell’ospedale Cardarelli e attualmente docente all’Università di Napoli, ha stabilito che si è trattato di suicidio. Nella relazione si evidenzia come la vittima 49enne sia deceduta per un arresto cardiaco causato dall’esposizione del corpo in seguito ad una violenta azione termica innescata dall’incendio e dall’esplosione della miscela benzina-aria.

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