“L’Afide e la Formica”, il primo film di Mario Vitale

Lamezia Terme – Si sono da poco concluse le riprese de “L’Afide e la Formica”, opera prima del regista lametino Mario Vitale, girata interamente a Lamezia e interpretata, tra gli altri, da Beppe Fiorello, Cristina Parku e Valentina Lodovini. Ambientato in un Sud estraneo ai soliti cliché che spesso hanno caratterizzato un certo tipo di cinema, il film narra una storia di integrazione e rinascita incentrata sul rapporto tra un burbero professore di educazione fisica, Michele (Fiorello), e un’adolescente musulmana, Fatima (Parku), decisa a inseguire i suoi sogni in un’età sempre piuttosto problematica, soprattutto in un milieu a volte non proprio inclusivo. Reduce da una fortunata “gavetta” nei cortometraggi (le riflessioni esistenziali sul mondo del lavoro dei pluripremati “Il Tuffo” e “Al Giorno D’Oggi Il Lavoro Te lo Devi Inventare” e l’omaggio al cinema anni ’80 di “Prenditi Cura Di Me”), Vitale approda così a un primo lungometraggio apparentemente distante dal suo background, confermando una spiccata sensibilità nel trattare tematiche trasversali, ma legate da un sottile fil rouge a una poetica determinata da una particolare attenzione alla dimensione emotiva dei suoi personaggi. Lo sguardo antropologico sull’eterno dualismo tra bene e male di “Al Giorno D’Oggi”, l’introspezione psicologica e le ambizioni da Bildgunsroman di “Prenditi Cura Di Me”: sono tutti elementi che, a quanto pare, hanno influito anche sull’elaborazione de “L’Afide e La Formica”, rivelatosi, a conti fatti, un debutto nel segno della continuità. E non è un caso, a tal proposito, la partecipazione di altri talenti lametini quali il compositore Francesco Strangis e Francesco Governa (co-autore di una sceneggiatura scritta a quattro mani con lo stesso Vitale, Saverio Tavano e Josella Porto), entrambi all’ennesima collaborazione con il regista. In attesa di iniziare un lavoro di post-produzione che dovrebbe consegnare la pellicola alle sale cinematografiche nel 2021, ne abbiamo discusso un po’ con Mario, alle prese con un periodo di transizione utile a metabolizzare quanto accaduto nell’ultimo mese nella sua Lamezia, divenuta un set cinematografico en plein air per il suo film d’esordio. Non esattamente cose che capitano tutti i giorni.