Lamezia: al via X Edizione del Festival della Dottrina sociale della Chiesa

Lamezia Terme – Si è aperta con la messa a dimora di un albero di melograno nel terreno del piazzale antistante il complesso interparrocchiale di San Benedetto, la X Edizione del Festival della Dottrina sociale della Chiesa intitolato “La memoria del futuro”, un tema che ha unito ben 28 Diocesi italiane, con la partecipazione anche della svizzera Lugano. Le ha unite virtualmente, in una diretta streaming vissuta nel rispetto delle normative anticovid, ma anche spiritualmente, visto che la cerimonia è stata soprattutto un momento di preghiera, culminato nel gesto simbolico condiviso della piantumazione e benedizione del melograno, pianta antica e molto presente nelle Sacre Scritture, che richiama alla forza della vita nel suo rinascere e moltiplicarsi. La cerimonia, svoltasi alla presenza del sindaco Mascaro, del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio, e del direttore Caritas e presidente Fondazione Caritas diocesana don Fabio Stanizzo, è stata aperta dai saluti Vescovo Schillaci, che ha ricordato lo scomparso don Adriano Vincenzi, animatore nazionale di ben nove Festival prima di lasciare questa vita nel febbraio scorso, il quale avrebbe fortemente voluto e sognato che la manifestazione di quest’anno si svolgesse all’insegna  di un tema così importante. “Questo Festival, ha sottolineato Schillaci, è un segno di comunità per la nostra città e per tutte le città, un principio che guarda alle radici del passato. Piantare è sempre un segno di grande speranza”. Poi uno sguardo alle tematiche che caratterizzeranno i prossimi appuntamenti previsti dalla manifestazione, che Schillaci contestualizza così: “Il tema per noi è quello della legalità, negli stili di vita, nel lavoro, nelle istituzioni. Quindi l’impegno a costruire un futuro migliore, dato il momento estremamente complesso, cosa che emerge ogni giorno dagli organi di informazione”. Dopo l’esortazione ad essere “onesti cittadini e buoni cristiani” Schillaci conduce un toccante momento di preghiera, culminante nella lettura di un passo della Genesi, preludio dell’atto di piantare e aspergere l’albero in un piazzale apparentemente quasi deserto, ma in realtà sotto gli occhi di un’intera comunità nazionale di clerici e fedeli.