Lamezia: convegno sulle risorse idriche per il Festival nazionale dello sviluppo sostenibile 2020

Lamezia Terme – Si inscrive nell’ambito delle manifestazioni per il Festival nazionale dello sviluppo sostenibile 2020 il convegno sul tema “L’acqua, una risorsa da salvaguardare alla luce degli obiettivi dell’agenda 2030” tenutosi in Sala Napolitano alla presenza del sindaco Mascaro. Il Festival, che vede Lamezia Terme come unica città della Calabria ad aver aderito, si propone di rilanciare gli obiettivi dell’Agenda 2030 riguardo la sostenibilità ambientale, ecologica e sociale nello sfruttamento delle risorse del pianeta, purtroppo ancora ben lontani dall’essere soddisfatti. Dopo i saluti preliminari del sindaco, seguiti da quelli di Cinzia Crocè del Dipartimento regionale ambiente e territorio, settore dello sviluppo sostenibile, e di Maria Marino, referente per lo sviluppo sostenibile Usr Calabria, gli interventi si sono focalizzati in particolare sugli obiettivi numero 6 e 14 dell’Agenda 2020, ovvero quelli inerenti la salvaguardia della fauna e della flora acquatica e l’utilizzo sostenibile e diffuso delle risorse idriche del pianeta. Dopo il richiamo dell’assessore alla cultura Giorgia Gargano all’Enciclica Laudato Sì di Papa Francesco per una “riconciliazione ecologica e una riconversione col Creato che parta dall’individuo”, la docente e giornalista scientifica Dora Anna Rocca ha sviluppato il tema enumerando una serie di dati che mettono in connessione tutti e 17 gli obiettivi dell’agenda e in particolare quelli riguardanti il tema dell’acqua. In primis, la funzione delle acque emerse di trattenere anidride carbonica, evitando l’effetto serra e il surriscaldamento globale, su cui incide negativamente l’inquinamento, che oltretutto dagli oceani raggiunge le acque sotterranee contaminando le falde. Inoltre “solo il 3% delle acque presenti sul pianeta sono acque dolci, e di queste il 68% sono costituite da ghiacciai. Ciò che resta, per il 70% è destinato all’irrigazione, per il 20% alle industrie, per il 10% all’uso domestico. Ma se in molti paesi questo è diffuso e ben ripartito in altri è fortemente carente”. Si stima che nel 2017, due anni dopo che l’Agenda è stata stilata, 785 milioni di persone nel mondo non avessero acqua a sufficienza per uso quotidiano, e che 683 milioni fossero senza servizi igienici. Le cose purtroppo, nonostante i propositi enumerati sull’Agenda che entro il 2020 avrebbero dovuto essere realtà, ad oggi sono solo peggiorate, favorendo la mortalità e i flussi migratori. Ma la faccenda non riguarda solo l’uomo: anche le creature acquatiche risentono fortemente dei mutamenti antropici. Ne parla il naturalista Pino Paolillo, responsabile WWF di Vibo Valentia, per 40 anni al segretariato dell’associazione, che racconta come organismi di tutti i tipi, con un loro ruolo nell’ecosistema, abbiano bisogno dell’acqua per riprodursi: non solo pesci, ma insetti, rettili, anfibi, uccelli e anche alcuni mammiferi. Sempre più importante diventa la tecnica di smaltimento e riciclo dei rifiuti, di cui si occupa l’ingegnere Umberto Emanuele, uno dei titolari dell’impresa Bioage, il quale illustra un suo complesso e innovativo brevetto già in uso per il monitoraggio del riciclo. “Non c’è obiettivo disconnesso dall’altro, conclude l’esperto in sostenibilità ambientale Paolo Marraffa, e la sostenibilità deve essere uno scopo che ci accomuna tutti, se non si vuole che la nostra Casa Comune si ribelli. Occorre estirpare le mafie e rendere le città più inclusive, migliorando la condizione sociale ed economica degli individui in maniera sostenibile: gli ostacoli sono in gran parte culturali”.

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