Lamezia: il ricordo del giudice Ferlaino a 45 anni dall’omicidio

Lamezia Terme – A 45 anni dalla morte, il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende commemorare la figura del giudice Francesco Ferlaino, ucciso dalla ‘ndrangheta sotto casa su corso Nicotera a Lamezia Terme. Erano le 13:30 del 3 luglio 1975 quando il giudice fu ucciso a colpi di lupara da sicari rimasti sconosciuti. L’impegno del magistrato, nato a Conflenti il 23 luglio del 1914, fu essenziale nel contrastare il fenomeno delle organizzazioni criminali in diversi settori economici chiave della società; si occupò anche di alcuni importanti processi alla mafia siciliana trasferiti in Calabria per legittima suspicione. Ferlaino, ricorda Romano Pesavento, Presidente CNDDU: “fu animato da un alto senso dello Stato sia nelle occasioni pubbliche che private, che lo determinò con tenacia ad affrontare una realtà malavitosa negata, tentacolare, oscura e proprio per questo più insidiosa. Dall’inchiesta sulla sua morte risulta che nessuno ha pagato. Era un uomo solo in un contesto difficile. In un contesto in cui la vita di un giudice onesto valeva molto poco, dove le relazioni sociali / economiche erano viziate dalla collusione ed evasione. Lo Stato, da allora, ha reagito grazie all’operato di uomini coraggiosi (magistrati, poliziotti, carabinieri, finanza etc.) che sono morti in nome del proprio dovere; fortunatamente anche tanti eventi positivi hanno contrassegnato la marcia dolorosa ma inesorabile della legalità”. Il merito al procuratore Nicola Gratteri che qualche giorno fa sarebbe stato oggetto di un piano criminale finalizzato al suo assassinio, il CNDDU esprime “la massima solidarietà nei confronti del procuratore di Catanzaro e nel contempo manifesta piena fiducia nel suo lavoro. La cultura della legalità si alimenta nelle aule scolastiche attraverso l’introiezione delle regole giuridiche e dei diritti umani; proprio per questo confidiamo nell’impegno degli insegnanti al fine di arginare l’abbandono e la dispersione scolastica nonché veicolare valori civici condivisi. Ci auguriamo – concludono – che il dottor Gratteri possa continuare a lavorare in sicurezza per la collettività”.