Lamezia, lettera di un gruppo di mamme: “Le scuole non sono un focolaio”

Lamezia Terme – Lettera aperta di un gruppo di mamme lametine dopo la decisione del sindaco di sospendere l’attività didattica in presenza delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e delle prime classi delle scuole secondarie di I° grado del Comune di Lamezia e di demandare alla didattica a distanza l’insegnamento dei bambini. “Pur comprendendo appieno le difficoltà del momento, si legge nella premessa, causate dall’emergenza epidemiologica in atto, io come madre di una bimba di quasi cinque anni, che mi chiede sovente il motivo per cui le sia negato andare a scuola e non poter vedere i suoi amichetti, nonché come portavoce di un gruppo di altre mamme i cui bimbi frequentano la medesima scuola, non posso e non mi sento di rimanere inerte davanti a questa drastica decisione che, pur, certamente, rispettando perché proveniente da una Istituzione che mi rappresenta come cittadina, non mi sento di condividere appieno”. Le mamme rimarcano il bisogno di unione e di gioco in spensieratezza con i coetanei ma anche la necessità di studiare e relazionarsi per i bambini più grandi che frequentano la scuola elementare e la prima media. Rivolgendosi al sindaco, inoltre, sostengono che “le scuole (il mio è certamente un pensiero generale e non riguarda casi specifici), non rappresentano un focolaio di contagi, atteso che i dati ufficiali attualmente in circolazione da Lei stesso forniti, indicano che l’incidenza dei contagi in ambito scolastico continua a rimanere bassa. Certo è che, ad oggi, la nostra città si trova costretta, senza indugio, a chiudere tutte le scuole, non perché il contagio Covid-19 sia dilagante (almeno dai dati che Lei pubblica quotidianamente non sembrerebbe essere così, piuttosto la situazione apparirebbe sotto controllo), ma solo ed esclusivamente per consentire all’Asp di Catanzaro di smaltire i tamponi da analizzare e garantire il tracciamento dei contatti che, al momento, sembrerebbero apparire fuori controllo anche per una forte carenza di personale che non fa altro che cagionare ulteriori e notevoli disagi e ritardi abnormi. Sebbene sia palese che la sanità calabrese versi in gravissime condizioni, questo non autorizza il sistema a scaricare sui bambini e sulle loro famiglie le gravi inadempienze commesse da chi irresponsabilmente non ha fatto mai il proprio dovere per migliorare il nostro sistema calabrese. All’interno delle scuole le regole per contenere il contagio vengono ampiamente rispettate grazie all’impegno di insegnanti, genitori e anche dei bambini. Posso testimoniare che sin dall’inizio dell’anno scolastico, tutti i genitori, i cui bimbi frequentano la medesima scuola della mia bambina (ma non siamo stati gli unici sulla piana lametina), si sono attenuti scrupolosamente al rispetto delle regole imposte dalla stessa, garantendo il trasporto dei propri bambini nella massima sicurezza con mezzi propri ed evitando di accompagnarli all’interno dell’edificio, nonostante i numerosi disagi mattutini dei bambini tra lacrime e capricci, ciò al precipuo fine di non creare qualsivoglia pericolo di contagio nella scuola e per la tutela di tutti, bambini, maestre e famiglie”. E, si chiedono: “Cosa è stato fatto o, meglio, cosa non è stato fatto da parte degli Enti preposti per scongiurare ogni forma di rischio? Va da se che la chiusura generalizzata di tutte le scuole di ogni ordine e grado è il risultato di un fallimento totale”. Per il gruppo di mamme “Non è legittimo che noi genitori e soprattutto i nostri bambini che saranno le nuove generazioni e il futuro di questa società civile paghino a proprie spese e sulla propria pelle gli sbagli perpetrati da anni e anni di cattive amministrazioni”. Rivolgendosi al primo cittadino nella lunga lettera chiedono, un aiuto concreto per “impedire che questo scempio vada oltre, non ce lo meritiamo né come calabresi, né come genitori onesti e lavoratori, né lo meritano i nostri bambini, vittime innocenti di questo sistema malato e (mi passi il termine) ‘marcio’ alla fonte. Tuteliamo almeno loro, i loro ricordi (semmai ne avranno di questo buio momento storico) e il futuro di questa terra amara”. E, ribadiscono: “è ingiusto che le scuole restino chiuse a discapito dei bambini e degli alunni e noi adulti continuiamo ad assumere comportamenti irresponsabili fuori dalle scuole e ad andare in giro per comprovate sciocchezze come se niente fosse. Basta fare un giro nella nostra città per rendersene conto”. Per il gruppo di mamme “si sarebbe potuto pianificare ed organizzare la chiusura e/o riapertura delle scuole di ogni ordine e grado in maniera localizzata (come inizialmente è stato fatto) e non certamente generalizzata come avvenuto, di fatto, nella giornata dell’11 novembre, in base alla effettiva drammaticità della situazione sanitaria che ha investito alcuni edifici scolastici che però non rappresentano la maggioranza delle scuole nel nostro Comune e che, contrariamente, avrebbero potuto essere gestite diversamente e senza arrivare ad una definitiva e totale chiusura”. Con questa lettera chiedono la revoca dell’ordinanza numero 941 dell’11 novembre e, se questo non basterà, concludono: “noi non demorderemo perché, al pari di tutti gli altri genitori, abbiamo a cuore il benessere e soprattutto il futuro dei nostri figli. Tutti noi adulti, una volta, siamo stati bambini, ma pochi di noi se lo ricordano. Basterebbe ricordarselo più spesso, perché potremmo contribuire in concreto a migliorare il futuro dei nostri amati bambini”.

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