Lamezia: Vescovo celebra festività di San Francesco d’Assisi

Lamezia Terme – È stato accolto da una comunità partecipe e raccolta il Vescovo Schillaci, nel suo ingresso munito di mascherina a Santa Maria degli Angeli, per la celebrazione dell’eucaristia nella festa di San Francesco D’Assisi. Ringraziato dal nuovo Superiore del convento dei Cappuccini di Sant’Antonio fra Giuseppe Sinopoli per “la disponibilità e sensibilità di padre e pastore, al quale ci affidiamo per essere Chiesa in missione”, Monsignor Schillaci ha ricordato ancora una volta la sua ultima celebrazione al Santuario prima dell’operazione al cuore che lo ha temporaneamente allontanato dalla Diocesi, il 17 maggio scorso e il suo “sentirsi a casa da sempre” in un luogo dove si è, come secondo l’ultima Enciclica di Papa Francesco, “Fratelli Tutti”. E proprio su questo recentissimo documento, firmato proprio ad Assisi, verte inevitabilmente l’omelia. “Oggi la Parola di Dio – dice Monsignor Schillaci – ci invita a guardare a San Francesco in cui abbiamo la viva immagine di Cristo: dopo la conversione non ha avuto altro pensiero che conformarsi a Lui. Abbiamo letto un passo del Vangelo in cui si dice: “Ti benedico O Padre perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli e agli umili di cuore”. Non solo Francesco ma anche Maria era “piccola”, e ringraziò Dio per aver guardato a questa sua piccolezza. Ai piccoli appartiene il Regno di Dio, e perciò Francesco ha voluto chiamare i suoi frati Minori, che significa piccoli, perché fossero fratelli e non prevaricassero sugli altri. Non a caso il Papa ha preso il nome di Francesco: è questa infatti la strada giusta: vivere il Vangelo “sine glossa”, alla lettera, senza intellettualismi. Dunque essere fratelli, fratelli di tutti, nessuno escluso. Solo così usciremo dalla crisi, non da soli ma insieme, non da persone chiuse e isolate ma aperte, creando una cultura della fraternità. Sull’esempio di Cristo e di Francesco dobbiamo infatti sempre seminare fraternità, seguendo la strada della mitezza, dell’umiltà, dell’amore”.

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