Reggio, arresti: favorivano latitanza

Reggio Calabria: Un’organizzazione dedita ad agevolare la latitanza di boss di ‘ndrangheta è stata disarticolata dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno arrestato 14 persone – due ai domiciliari – ritenute responsabili a vario titolo di traffico e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, favoreggiamento personale di latitanti e detenzione e porto abusivo di armi da sparo comuni e da guerra. L’operazione, denominata ‘Gear’, è stata condotta tra Reggio Calabria, Teramo e Benevento con il supporto dei reparti territorialmente competenti, dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, del Nucleo Carabinieri Cinofili, con il coordinamento della Dda reggina diretta da Giovanni Bombardieri. L’organizzazione aveva aveva stabilito la sua base nevralgica in una cava di inerti situata a Gioia Tauro, individuata grazie alle indagini condotte dalla Sezione operativa della Compagnia Carabinieri di Gioia Tauro e fa seguito agli arresti di tre latitanti. Proprio il monitoraggio di mogli, fidanzate, parenti e favoreggiatori dei latitanti aveva fatto emergere la centralità del sito di estrazione che poi si sarebbe rivelato essere un vero e proprio snodo delle attività delittuose. Il monitoraggio della cava aveva permesso anche ai carabinieri di Gioia Tauro di catturare, il 14 aprile 2018, un quarto latitante, inserito nell'”elenco dei latitanti pericolosi” e ritenuto un elemento di spicco della cosca Pesce.

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