Sanità, Conte: “Mia responsabilità su commissari in Calabria”

Roma – Dopo le dimissioni di due commissari alla Sanità in Calabria, prima il generale Cotticelli (in Calabria dal 2018), dopo le sue affermazioni durante un’intervista su Rai 3 e poi quelle di Zuccatelli, a qualche giorno dalla nomina da parte del Cdm. In ultimo la rinuncia (all’indomani della nomina) del rettore uscente dell’Università di Roma La Sapienza per “motivi personali”, il dito viene puntato contro il Governo Conte2. Se in molti speravano in Gino Strada Commissario ad acta, nella tarda serata di ieri la notizia di un accordo per la Calabria tra Emergency e Protezione civile. Il Governo è così chiamato sotto accusa per la situazione venuta a crearsi in Calabria tra una sanità allo sbando, carenza di personale e il virus che non si arresta. Conte: “Responsabilità mia ma percorso condiviso”: “Mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio. Non solo del fatto che la designazione non è andata a buon fine, ma anche delle precedenti nomine”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un colloquio con Repubblica. Gaudio? “L’ho scelto io, afferma, sia per Zuccatelli, che per Gaudio, c’è stato il pieno confronto e la condivisione con tutti i ministri coinvolti”. “Le responsabilità – aggiunge il premier – ricadono primariamente su di me, se coinvolgono il governo. Vale per Gaudio, come per Cotticelli. E anche per Zuccatelli, altissimo profilo, che però con quei video e quelle dichiarazioni inappropriate ha aperto una ferita con la comunità calabrese”. “Non si è aperta una crepa nella maggioranza, per il semplice fatto che mi assumo la responsabilità”. E, ribadisce, ”il processo decisionale si è sviluppato in modo lineare e nel pieno confronto con tutti i ministri direttamente coinvolti: la proposta spetta al ministro dell’Economia, di concerto con quello della Salute, con il parere del ministro degli Affari regionali e la deliberazione del consiglio dei ministri. E il processo prevede altresì il parere del presidente della regione Calabria. Infine, la mia firma in calce”.

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