Troppi tamponi da processare: Asp impone limiti

Lamezia Terme – Emergenza Covid sempre più incessante a Lamezia come nel resto del territorio calabrese. A suffragare questo momento di grande apprensione per tutti i cittadini e gli operatori sanitari impegnati in prima persone nelle strutture, e soprattutto per comprendere lo stato attuale, una lettera inviata il 12 novembre dal direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, Pelle ai direttori sanitari delle Asp di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Nonché, per conoscenza, al Delegato per l’emergenza Covid, Belcastro. Da questa “informativa” – che riguarda l’area centrale della Calabria – si intuisce anche il perché dei ritardi nella processazione e quindi negli esiti dei tamponi. Da ricondurre, evidentemente, ad un vertiginoso aumento del flusso in entrata al reparto di Microbiologia del Pugliese. Nel testo si legge che le richieste giornaliere dei test per la ricerca della Sars-Cov-2 con metodologia molecolare (tampone), “con decorrenza immediata (quindi 12 novembre), devono essere rigidamente contingentati, in quanto la potenzialità produttiva massima del Laboratorio di questa Azienda è, attualmente, di circa 1200 test al giorno”. Nella lettera si sottolinea che “è stato possibile raggiungere questo tetto, mediante l’acquisizione di strumenti aggiuntivi e l’assunzione di personale dedicato che si sta adoperando in ogni modo, 24 ore su 24, per evadere anche l’arretrato dei tamponi (conservati adeguatamente secondo le norme vigenti), senza risparmio di tempo ed energie”.

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