Versione di Cotticelli a “Non è L’Arena”: “Ero in uno stato confusionale”

Roma – “Non ero io. Non so cosa mi è accaduto. Non mi riconosco in quelle dichiarazioni. Il Piano Covid io l’ho fatto; sto cercando di capire con un medico cosa mi è successo. Sto subendo un attacco mediatico e istituzionale che tende a delegittimarmi. In Calabria se tocchi certi interessi devi essere eliminato”. E, precisa: “Ero in uno stato confusionale su cui sto indagando. Dopo l’intervista ho vomitato e ho passato una notte terribile. Non ero lucido e non stavo bene”. Partecipazione attesa e largamente annunciata quella del generale Saverio Cotticelli alla trasmissione “Non è L’Arena” di Massimo Giletti su La7. L’ex commissario straordinario al Piano di rientro della sanità calabrese, non ha deluso le aspettative dopo la clamorosa e chiacchierata trasmissione di qualche giorno fa su Rai Tre dove aveva ammesso candidamente di non essere a conoscenza del fatto che proprio lui doveva occuparsi dell’emergenza Covid in Calabria con relativa predisposizione di nuove terapie intensive. E così, sono partiti gli attacchi contro chi “lo ha massacrato sulla stampa”. Ma senza fare nomi precisi. Cotticelli ha detto di aver “approvato a giugno scorso il Piano della rete ospedaliera e il Piano territoriale”. Che a suo dire è “il Piano Covid”. L’ex commissario poi ha lanciato strali contro chi gli “voleva attribuire un debito di 100mln di euro del Mater Domini risalenti al 2014”. Su questo ha ribadito di aver avuto attacchi mediatici “che mi hanno massacrato”. Insomma, Cotticelli ha difeso il suo operato, ma non ha fatto nomi di chi avrebbe ordito il complotto contro di lui. Lasciando, nonostante le ripetute sollecitazioni di Giletti e di altri giornalisti in studio, dubbi e perplessità sulla sua tenuta psicofisica. Infine, ribadisce: “Il piano operativo Covid la Calabria ce l’ha”. Di certo, in Calabria attualmente ci sono 146 posti di terapia intensiva su 300 totali. Ovvero solo la metà di quelli che dovrebbero esserci.

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