Vibo: insegnanti “eroi” nel caos della scuola

Continuano ad arrivare a pioggia nelle segreterie degli Istituti superiori della città le istanze da parte di quei genitori che hanno deciso di tenere a casa i propri figli. L’effetto dell’ordinanza del presidente facente funzioni della Regione, Antonino Spirlì, che sabato sera, intorno alle otto, ha permesso alle famiglie di scegliere se mandare i figli a scuola in presenza oppure no, ha di fatto messo in crisi il mondo della scuola. Anche gli autobus stanno viaggiando semivuoti. I genitori hanno paura del virus e delle eventuali ripercussioni economiche che il contagio potrebbe produrre all’interno dei nuclei familiari. Ma mentre tutti continuano a parlare di scuola, di misure di sicurezza, di tamponi, gli unici a lavorare senza fare commenti sono i docenti, costretti a fare gli equilibristi e a districarsi tra didattica a distanza e lezioni in presenza. Mentre le famiglie per i propri figli possono scegliere, i docenti devono andare in classe anche con due soli studenti. Pure la Did, didattica digitale integrata, interpretata alla maniera “smart”, a parere degli insegnanti, diventa qualcosa che al ministero elaborano non si sa secondo quali grandi teorie della didattica e della pedagogia. Praticamente in una classe di 24 studenti, 12 starebbero in aula e contemporaneamente 12 starebbero on line a seguire come in televisione ciò che accade in classe in diretta.

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